Stalking: bastano due messaggi vessatori per la condanna
Anche due soli screenshot di messaggi minacciosi o molesti possono essere sufficienti per far scattare una condanna per stalking, se inseriti in un contesto di condotta ossessiva. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 1750 del 15 gennaio 2026. Secondo gli Ermellini, il reato di atti persecutori – pur essendo un reato abituale – può dirsi integrato anche da due sole condotte di minaccia o molestia, purché si tratti di atti autonomi, anche ravvicinati nel tempo, e idonei a provocare uno degli eventi previsti dalla norma, come uno stato di ansia, paura o la modifica delle abitudini di vita della vittima. Nel caso esaminato, è stato ritenuto decisivo il contesto complessivo: l’uomo, incapace di accettare la separazione, aveva iniziato a tenere un comportamento ossessivo, maniacale e ritorsivo nei confronti dell’ex moglie e delle persone a lei vicine, arrivando a coinvolgere anche la figlia.
Newslette
Violenza sui minori in famiglia: la protezione va assicurata a tutti i figli Quando la violenza sui minori avviene tra...
