Assegno divorzile e controlli fiscali: quando il giudice può verificare i redditi reali
Il giudice civile può disporre indagini tributarie nei confronti dell’ex coniuge quando emergano elementi di possibile incongruenza tra i redditi dichiarati e il tenore di vita effettivamente mantenuto. Tali accertamenti, tuttavia, possono essere ritenuti superflui se non apportano elementi ulteriori rispetto a quanto già acquisito nel corso dell’istruttoria. È quanto affermato dalla Corte di cassazione, sezione civile, con ordinanza n. 6533 del 19 marzo 2026, intervenuta in una controversia relativa all’assegno divorzile. Il caso riguardava un ex marito obbligato a versare un assegno divorzile di 800 euro mensili, che contestava la decisione sostenendo l’assenza di un reale squilibrio economico tra le parti. In particolare, evidenziava come l’ex moglie, pur dichiarando redditi modesti, avesse in realtà beneficiato di significative disponibilità patrimoniali, tra cui diritti su immobili, titoli e ulteriori cespiti acquisiti anche dopo la separazione.
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